ADR - Materiale informativo

  1. Cos'è l'accordo ADR
  2. Classificazione delle merci
  3. Classificazione di una materia pericolosa
  4. Tabella nominativa delle merci pericolose
  5. Documento di trasporto
  6. Istruzioni scritte
  7. Specifiche per il trasporto rifiuti
  8. Esenzioni
  9. Sanzioni
  10. Consulente per la sicurezza dei trasporti

 

1. Cos'è l'accordo ADR

ADR è l’acronimo di Accord Dangerreuses Route, ossia l’accordo europeo relativo ai trasporti internazionali di merci pericolose su strada, composto da 17 articoli e da due allegati e tenuto “aggiornato” ogni due anni con specifici emendamenti.

2. Classificazione delle merci

Le merci pericolose vengono divise in classi sulla base del rischio ad esse correlato.

3. Classificazione di una materia pericolosa

Ogni materia pericolosa, oltre ad essere inquadrata in una classe, deve anche essere individuata singolarmente, mediante precisi  codici di identificazione definito come NUMERO ONU, è costituito da 4 cifre ed è un numero che individua in modo inequivocabile ogni sostanza (o gruppi di sostanze affini per proprietà e tipo di pericolo). è un numero di fondamentale importanza perché risulta essere la chiave di lettura, la porta di ingresso all’regolamento.

Inoltre le merci pericolose vengono DENOMINATE tenendo conto delle caratteristiche chimiche e dei rischi ad esse associate, effettuando dei raggruppamenti in uno dei seguenti modi.

Con il nome chimico (Rubriche individuali) per materie ed oggetti ben definiti, per esempio:

Oppure in rubriche collettive  divise in:

Rubriche generiche,  per gruppi ben definiti di materie ed oggetti, che non siano rubriche n.a.s., per esempio:

Rubriche n.a.s. specifiche riguardanti gruppi di materie ed oggetti aventi una natura chimica o tecnica particolare, non altrimenti specificati, per esempio:

Rubriche n.a.s. generiche riguardanti gruppi di materie ed oggetti aventi una o più proprietà pericolose, non altrimenti specificati, per esempio:

Per completare l’individuazione di una materia è importante definirne il livello di pericolosità. A questo scopo l’ADR definisce il GRADO DI PERICOLO, tramite l'indicazione del gruppo di imballaggio che può essere I, II o III, (I - più pericoloso; gruppo III - meno pericoloso).

4. Tabella nominativa delle merci pericolose

Il cuore delle norme ADR è la Tabella delle merci pericolose la cui consultazione permette di costruire il quadro normativo di ogni sostanza, infatti in essa sono riportate in codice, per ogni sostanza pericolosa, le istruzioni per il suo trasporto su strada (classificazione, etichette, tipo di imballaggio, numero di pericolo, ecc.).

Ogni riga della Tabella A concerne la o le materie, il o gli oggetti corrispondenti ad uno specifico numero ONU. Tuttavia, se alcune materie o oggetti hanno proprietà chimiche, fisiche e/o condizioni di trasporto differenti, possono essere utilizzate più righe consecutive per lo stesso numero ONU.

Ogni colonna della Tabella A è relativa ad un soggetto specifico come indicato nelle seguenti note esplicative. All'intersezione delle colonne e delle righe (caselle), si trovano le informazioni concernenti la questione trattata in questa colonna, per la o le materie, il o gli oggetti di questa riga.

5. Documento di trasporto

L’ADR prevede che sul documento di trasporto devono figurare per ogni merce pericolosa alcune informazioni necessarie per individuare le merci e il pericolo associato ad esse.

Oltre a quanto normalmente previsto per i documenti di trasporto le informazioni sono sostanzialmente il numero ONU preceduto dalla lettera “UN”, la denominazione ufficiale di trasporto della materia o dell’oggetto, i numeri dei modelli di etichetta e, se previsto, il gruppo di imballaggio.
Altre informazioni possono essere richieste per specifiche situazioni, quali ad esempio esenzioni e disposizioni speciali.
Alcuni esempi di dicitura da riportare sul documento:

Per il caso del trasporto dei rifiuti il documento di trasporto può essere sostituito con il formulario di identificazione del rifiuto in cui devono comparire tutti i dati sopra elencati. In pratica si dovranno riportare nello spazio riservato alle annotazioni i dati relativi alla classificazione ADR del rifiuto in questione e le eventuali specifiche e annotazioni particolari per le deroghe applicabili al singolo caso.

Nel SISTRI invece viene fornita la possibilità di inserire solo alcuni dati parziali e quindi si dovrà andare ad integrare le informazioni nelle annotazioni della “scheda movimentazione”.

6. Istruzioni scritte

In previsione di ogni incidente o emergenza che possa sopravvenire durante un trasporto, devono essere consegnate al conducente informazioni scritte precisanti in modo conciso, per ogni materia od oggetto trasportato o per ogni gruppo di merci presentanti gli stessi pericoli.

7. Specifiche per il trasporto rifiuti

Come si potrà immaginare da quanto precedentemente descritto, l’applicazione delle prescrizioni ADR ai rifiuti risulta particolarmente difficile a causa della difficoltà nello stabilire il reale pericolo e della variabilità delle caratteristiche, nonché dei quantitativi spesso limitati per giustificare investimenti sulla classificazione secondo i metodi normalmente utilizzati per le merci provenienti da un ciclo produttivo.

Normalmente i rifiuti vengono classificati, applicando il Metodo di preponderanza dei pericoli, che in modo prudenziale consente, in base alla conoscenza del rifiuto di classificarlo ad una piuttosto che ad un'altra rubrica.

7.1 Annotazione sul FIR e scheda sicurezza

Il trasporto dei rifiuti avviene mediante la compilazione del FIR che prevede solo la “spunta” su ADR si/no. Anche la scheda SISTRI prevede l’inserimento di informazioni incomplete.

Per questo motivo i due documenti andranno integrati nelle annotazioni con alcuni dati previsti dall’ADR per renderli sostituitivi del documento di trasporto. Ad esempio:

Altre informazioni vanno indicate in base alla particolarità della marce/rifiuto prodotto/spedito.

7.2 Accordo Multilaterale M222 sezione 1.5 dell’ADR

In aiuto a queste difficoltà , viene l’Accordo Multilaterale M222, introdotto in Italia a gennaio 2011, specifico per il trasporto di rifiuti contenenti merci pericolose, in cui sono previste alcune importanti deroghe alle disposizioni ADR, in merito alla classificazione, ai medicinali, agli imballaggi e alla marcatura dei colli.

Nella sostanza tale accordo prevede alcune importanti semplificazioni:

8. Esenzioni

8.1 ESENZIONI TOTALI relative alla natura dell'operazione di trasporto

Il paragrafo 1.1.3.1 prevede alcune esenzioni totali per cui le disposizioni dell'ADR non si applicano:
a) ai trasporti di merci pericolose effettuati da privati quando queste merci sono confezionate per la vendita al dettaglio e sono destinate al loro uso personale o domestico o alle attività ricreative o sportive a condizione che siano prese precauzioni per impedire ogni perdita del contenuto nelle normali condizioni di trasporto. Le merci pericolose in GIR, grandi imballaggi o cisterne, non sono considerate come imballate per la vendita al dettaglio;
Se le merci sono costituite da liquidi infiammabili trasportati in recipienti ricaricabili riempiti da, o per, privati, la quantità totale deve essere inferiore a 60 litri per recipiente e 240 litri per unità di trasporto;
b) ai trasporti di macchinari o dispositivi non specificati dall'ADR e che possono contenere merci pericolose nel loro interno o nei loro circuiti di funzionamento, a condizione che siano prese precauzioni per impedire ogni perdita del contenuto nelle normali condizioni di trasporto;
c) ai trasporti effettuati dalle imprese come complemento alla loro attività principale, quali l'approvvigionamento di cantieri edilizi o di costruzioni civili, o per il tragitto di ritorno da questi cantieri, o per lavori di controllo, riparazione o manutenzione, in quantità non superiori a 450 litri per imballaggio e nei limiti delle quantità massime totali specificate al 1.1.3.6. I trasporti effettuati da tali imprese per il loro approvvigionamento o la distribuzione esterna o interna non rientrano nella presente esenzione;
Devono essere prese precauzioni per evitare ogni perdita nelle normali condizioni di trasporto. Queste esenzioni non si applicano alla classe 7;
d) ai trasporti effettuati dalle autorità competenti per interventi di emergenza o sotto il loro controllo, nella misura in cui sono necessari per interventi di emergenza, …
e) ai trasporti di emergenza destinati a salvare vite umane o a proteggere l'ambiente, a condizione che siano adottate tutte le misure necessarie ad effettuare questi trasporti in tutta sicurezza.
f) ai trasporti di serbatoi fissi di stoccaggio, vuoti, non ripuliti, che contenevano gas della classe 2 dei gruppi A, O e F, materie dei gruppi d'imballaggio II e III delle classi 3 e 9, e pesticidi dei gruppi d'imballaggio II e III della classe 6.1, alle seguenti condizioni:

Tale esenzione non si applica ai serbatoi fissi di stoccaggio che hanno contenuto materie esplosive desensibilizzate o materie il cui trasporto è vietato dall'ADR.

8.2 ESENZIONI TOTALI relative agli imballaggi vuoti non ripuliti

Il paragrafo 1.1.3.5 prevede che gli imballaggi vuoti, non ripuliti (compresi i GIR e i grandi imballaggi), che hanno contenuto materie delle classi 2, 3, 4.1, 5.1, 6.1, 8 e 9, non sono soggetti alle disposizioni dell'ADR qualora siano state prese misure appropriate al fine di eliminare gli eventuali pericoli. I pericoli sono considerati eliminati se sono state prese misure appropriate per eliminare tutti i pericoli delle classi da 1 a 9.

8.3 ESENZIONI PARZIALI relative alle quantità trasportate per unità di trasporto

Il paragrafo 1.1.3.6 stabilisce i criteri con cui viene regolamentato questa particolare condizione di trasporto.
Senza entrare nel dettaglio sono previste delle notevoli semplificazioni se vengono rispettati i quantitativi “ricalcolati” inferiori a “1000” kg/litri. In questo caso il documento di trasporto prevede l’indicazione della quantità totale di merci pericolose di ciascuna categoria di trasporto e la “trasporto che non oltrepassa i limiti liberi prescritti nel 1.1.3.6” (consigliata anche se non più obbligatoria con ADR 2011).
La colonna (15) della tabella A del capitolo 3.2 riporta le categorie di trasporto 0, 1, 2, 3 e 4 a cui corrisponde quantitativo massimo trasportabile per unità di trasporto per poter avvalersi delle semplificazioni previste.

9. Sanzioni

A titolo di esempio si riportano alcune delle sanzioni applicabili ad eventuali sanzioni relative al trasporto di merci pericolose.

10. Consulente per la sicurezza dei trasporti

Il paragrafo 1.8.3.1 dell’accordo ADR, ripreso dall’art. 11 c. 2 del DLgs 35/2010 prevede che ogni impresa, la cui attività comporta trasporti di merci pericolose, oppure operazioni di carico, scarico, riempimento o imballaggio connesse a tali trasporti nomina un consulente per la sicurezza, mediante comunicazione delle generalità del consulente nominato all'ufficio periferico del Dipartimento per il trasporto, la navigazione ed i sistemi informativi e statistici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti in relazione al luogo in cui ha sede l'impresa.

10.1 Compiti del Consulente ADR

Il Consulente deve verificare le prassi e le procedure concernenti l’attività dell’impresa nonché il rispetto delle prescrizioni dettate dall’accordo ADR.  nello specifico dovrà verificare la presenza e l’applicazione delle procedure relative a:

Entro sessanta giorni dalla nomina, deve verificate le prassi e le procedure concernenti l'attività dell'impresa, redige una relazione iniziale nella quale, per ciascuna operazione relativa all'attività di impresa, indica le eventuali modifiche procedurali ovvero strutturali necessarie per l'osservanza delle norme in materia di trasporto, carico e scarico di merci pericolose, nonché per lo svolgimento dell'attività dell'impresa in condizioni ottimali di sicurezza.

La relazione è successivamente aggiornata annualmente e, comunque, ogni qualvolta intervengano eventi modificativi delle prassi e procedure poste alla base della relazione stessa, ovvero delle norme in materia di trasporto, carico e scarico di merci pericolose, ed e' consegnata al legale rappresentante dell'impresa.
 

10.2 Soggetti obbligati alla nomina del consulente

Di seguito si riporta una tabella in cui potrete verificare se la vostra attività è soggetta all’obbligo di nomina.

Una volta verificato l’obbligo di nomina si potrà procedere con la valutazione della possibilità di avvalersi delle esenzioni dalla nomina previste per attività occasionali di trasporto e carico oppure per trasporti entro i limiti di esenzione previsti dalle sottosezioni 1.1.3.4 o 1.1.3.6.
Si riassumono le possibilità nella tabella seguente.

 

RICHIESTA INFORMAZIONI